“Il 29 dicembre 13 richiedenti asilo sono stati prelevati dalla polizia in piena notte, alle 4.30 del mattino, e fatti uscire sotto la fitta nevicata in corso, dalla residenza Fersina, struttura di accoglienza di Trento. Avendo un reddito frutto di lavori stagionali e precari appena più alto di quello che è considerato minimo vitale, queste persone hanno perso il diritto ad avere una sistemazione gratuita”.
La vicenda viene raccontata dall’Assemblea antirazzista di Trento. “Se l’evento non fosse tragico e disumano, si potrebbe ironizzare sul fatto che la polizia spinga, letteralmente, a violare il coprifuoco notturno imposto dalle autorità locali e nazionali. Ma si può solo indignarsi sul fatto che la gente venga buttata fuori al freddo a causa di regole burocratiche che non hanno alcun senso della realtà: nessuna struttura abitativa è accessibile a persone che hanno poco più di 6.000 euro di reddito, (salvo per i più fortunati un posto letto in affollati appartamenti con amici o connazionali) e l’emergenza sanitaria ha tolto quasi ogni possibilità di ulteriori possibilità di lavoro”, afferma in una nota l’Assemblea antirazzista.
Secondo cui quanto avvenuto rende “evidente la necessità di avere strutture intermedie tra le residenze completamente gratuite e assistite o i dormitori di bassa soglia e un mercato immobiliare spesso inaccessibile anche a categorie ben più garantite di un richiedente asilo”.



