Un giovane orso nella serata di ieri ha ferito un carabiniere ad Andalo, in Trentino. Attorno
alle 22.30. L’orso, un esemplare di 121 chili e circa due anni e mezzo di età, con ogni probabilità M57, ha aggredito il militare, che stava facendo una breve escursione, buttandolo a terra e provocandogli diverse ferite. Il governatore Maurizio Fugatti ne ha quindi disposto la cattura, che è stata effettuata nel corso della notte, mentre il plantigrado si alimentava in alcuni cassonetti. L’orso è stato trasportato al recinto di Casteller. Non si tratterebbe dunque di M49, l’orso scappato dal recinto che si è anche liberato del collare. Il carabiniere in compagnia di un’altra persona stava effettuando una breve passeggiata in attesa di prendere servizio per il turno notturno. L’aggressione – secondo le testimonianze raccolte dai due – è stata improvvisa, senza provocazione: è avvenuta nei pressi del lago-biotopo che d’inverno è anche
utilizzato come pista di fondo. L’area è adiacente a diverse attrezzature sportive – fra cui maneggio, palestra di roccia, campo da calcetto e un campeggio – ed è frequentato dai turisti.
La cattura è stata eseguita dal personale del Corpo forestale della Provincia, coadiuvato anche dai Vigili del fuoco e dai Carabinieri di Andalo. Verso le 4 del mattino, il plantigrado è stato narcotizzato mentre era ancora intento a rovistare nei cassonetti della spazzatura. Le operazioni sono state seguite
anche dal sindaco di Andalo, oltre che dal presidente Fugatti, che è rimasto in collegamento costante con i forestali, informa la Provincia. L’orso negli scorsi mesi aveva già manifestato una indole
estremamente confidente nei confronti dell’uomo, destando preoccupazione e venendo quindi monitorato nelle sue azioni. L’orso aveva infatti seguito molto da vicino degli escursionisti
nei boschi dell’altopiano della Paganella, aveva fatto incursione nei centri abitati e aveva più volte rovistato nei cassonetti in cerca di cibo. Nei prossimo giorni verranno effettuate le analisi genetiche
a partire dai vestiti che indossava la persona aggredita, al fine di stabilire con certezza l’identità dell’orso.




