LATINA (ITALPRESS) – Questa mattina Sogin ha iniziato la demolizione degli schermi dei generatori di vapore (boiler) dell’edificio reattore della centrale nucleare di Latina.
Tale intervento rappresenta un passaggio significativo per il decommissioning dell’impianto pontino. Gli schermi sono le strutture in calcestruzzo armato che isolavano dall’esterno le condotte superiori di collegamento fra i sei boiler e l’edificio reattore. Ogni schermo è costituito da due parti: un elemento superiore orizzontale, collegato all’edificio reattore, di circa 145 tonnellate e uno inferiore verticale, in uscita dai boiler, di circa 50 tonnellate.
La tecnica adottata da Sogin per la loro rimozione è la demolizione controllata con taglio in quota, a circa 50 metri d’altezza, mediante disco diamantato, e la successiva movimentazione a terra dei blocchi sezionati, di circa 2 tonnellate ciascuno, con gru a torre appositamente installata. In seguito è previsto il trasferimento dei singoli blocchi in un’area attrezzata per separare il ferro dal calcestruzzo.
Questa soluzione ingegneristica garantisce la massima sicurezza nello svolgimento dei lavori e il minimo impatto per le strutture.
I lavori si concluderanno nel gennaio 2021 e produrranno complessivamente circa 1.200 tonnellate di materiale che, dopo gli opportuni controlli radiometrici, verranno allontanate dal sito e inviate a recupero.
La centrale nucleare di Latina, è stata la prima a essere realizzata in Italia e appartiene alla prima generazione di impianti nucleari, con un reattore a gas grafite, GCR-Magnox. Costruita dall’Eni all’inizio del 1958, dopo appena 5 anni, nel maggio 1963, ha iniziato a produrre energia, con una potenza elettrica di 210 MWe che l’ha resa, all’epoca dell’entrata in esercizio, la centrale nucleare più grande d’Europa. E’ stata fermata nel 1987, all’indomani del referendum. Ha prodotto complessivamente 26 miliardi di kWh di energia elettrica.
(ITALPRESS).
LATINA, AL VIA LO SMANTELLAMENTO DELLA CENTRALE NUCLEARE

Foto: Italpress ©
4 Agosto 2020
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