L’ALTO ADIGE SI CANDIDA PER USARE LA APP IMMUNI

“Ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti. In primo luogo dei datori di lavoro che devono fornire i dispositivi di protezione individuali necessari, ma anche tutte le informazioni su come si accede al cantiere e su come ci si comporta”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, sottolineando che la decisione di “aggiungere ulteriori attività a quelle ammesse precedentemente” alla ripresa del lavoro, è stata presa sulla base dei dati in miglioramento sull’andamento del contagio da coronavirus in Alto Adige. “Questa scelta è stata fatta valutando attentamente la situazione – ha aggiunto il presidente altoatesino – e ponendo l’attenzione sulle misure di sicurezza per garantire la tutela della salute di tutti i soggetti coinvolti, prima di tutto, ovviamente, i collaboratori e le collaboratrici delle varie aziende”. “Abbiamo fatto leva sui protocolli d’intesa siglati con le rappresentanze sindacali e con quelle dei datori di lavoro – ha proseguito Kompatscher – che tutti i soggetti interessati sono obbligati a rispettare puntualmente. In caso di trasgressione ci sarebbero le sanzioni previste anche dall’ordinanza a livello statale”. L’assessore alle attività economiche, Philipp Achammer, ha richiamato la circolare diffusa dalla Provincia per chiarire alcuni dubbi sull’ordinanza che consente la ripresa del lavoro in alcuni settori ed a determinate condizioni. “Questo è un passo importante – ha ribadito l’assessore – ma è possibile solo se i protocolli verranno rispettati in pieno dalle imprese. Non riprendono – ha chiarito quindi Achammer – solo le piccole imprese fino a cinque addetti, ma anche le grandi che lavorano su più cantieri. In ogni cantiere, però, non potranno esserci più di cinque operai”. La Provincia di Bolzano si candida per adottare la app Immuni per mappare meglio il contagio. [fm]

20 Aprile 2020


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