Ieri il presidente del consiglio Conte ha firmato le nuove disposizioni restrittive che riguardano il mondo del lavoro e che prevedono la chiusura di ogni attività anche industriale considerata non essenziale. Il tentativo è di limitare al massimo i rapporti interpersonali. Per diversi sindacati, però, le attività ammesse sono troppe.Sostanzialmente l’accusa che Cgil, Cisl e Uil muovono contro l’ultimo decreto del governo Conte e’ che nell’elenco di tutte le attività produttive sarebbero state inserite ulteriori aziende da tenere aperte, nonostante il preaccordo di sabato scorso non le avesse previste. I sindacati in una nota invitano categorie e Rsu appartenenti ai settori aggiunti nello schema del decreto che non rispondono alle caratteristiche di attività essenziali a mettere in campo iniziative di lotta e mobilitazione fino alla proclamazione dello sciopero generale. La necessità di chiudere alcune imprese nasce anche dal fatto che, secondo i sindacati, in diverse aziende non sarebbero state messe in atto le misure di sicurezza. [mda]
COVID-19. DECRETO CONTE, SINDACATI CRITICI ANCHE IN REGIONE

23 Marzo 2020
CONDIVIDI
Primo Piano
CROLLO TRIBUNALE: DIFFUSI PROBLEMI STATICI, DRONI AL LAVORO
E’ molto delicata la situazione nella parte non crollata del Tribunale di Bolzano. Ci sarebbero diffusi problemi statici anche nelle due ali laterali rimaste in piedi del Palazzo di giustizia, realizzato in stile razionalista da Marcello Piacentini nel 1939. E’ a rischio crollo anche l’ingresso monumentale, con le alte colonne e la grande scritta, che … Continua a leggere
TRENTINO ALTO ADIGE, STIPENDI PIU’ PESANTI NELLA RISTORAZIONE
Buste degli stipendi più pesanti in Trentino Alto Adige nel campo della ristorazione. Ad evidenziarlo l’Osservatorio Restworld secondo cui il Trentino-Alto Adige è la miglior regione italiana per il valore degli stipendi offerti. La media di un lavoro a tempo pieno nelle offerte analizzate a Trento e Bolzano è di 1.950 euro netti al mese, … Continua a leggere
INVALSI, STUDENTI MALE IN ITALIANO A TRENTO E A BOLZANO
Numeri ancora in calo per i test Invalsi. Poco meno di uno studente su due in terza media, nelle scuole italiane dell’Alto Adige, fa fatica in italiano. Il dato risulta ormai in calo costante negli ultimi 8 anni. In quinta superiore il dato si attesta al 51%, l’anno scorso era al 52 e nel 2019 … Continua a leggere