La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso che era stato presentato da Mark Winkler, l’amministratore della società di gestione della pista da slittino sulla Croda Rossa in alta Pusteria, sulla quale nel 2012 morì Romano Campiti, quattordicenne romano che si trovava in vacanza in Alto Adige con i genitori e che il giorno della tragedia morì schiantandosi in slittino contro un albero dopo essere usciti di pista. Per Winkler è stata quindi confermata la condanna a 1 anno e tre mesi per omicidio colposo per violazione delle norme di sicurezza. L’anno scorso la Suprema Corte aveva condannato in via definitiva anche Rudolf Egartner, allora direttore della sicurezza della pista, e il maestro di sci Alessio Talamini a cui la vittima era stata affidata assieme ad altri ragazzini minorenni turisti. Nella foto la madre di Romano Campiti che per 7 anni ha seguito passo dopo passo tutti i gradi di giudizio del processo
TRAGEDIA CRODA ROSSA. CONDANNA CONFERMATA

18 Luglio 2019
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