I sindacati trentini bocciano pesantemente la manovra finanziaria nazionale e l’atteggiamento della nuova giunta provinciale, accusata di essersi adeguata ai diktat romani senza far valere le proprie competenze. Con la nuova manovra nazionale alle casse trentine mancheranno 700 milioni di euro. Nel dettaglio in meno vi saranno 400 milioni di gettito arretrati dello Stato, ormai esauriti, 70 milioni per effetto della flat tax e 230 miloni impegnati per i danni da maltempo, con soli 25 milioni che arriveranno dallo stato. Cgil, Cisl e Uil puntano il dito anche contro il reddito di cittadinanza, previsto a livello nazionale, che invece di favorire la crescita rischia solo di fare assistenzialismo. I sindacati chiedono più investimenti su lavoro, welfare, sviluppo economico e opere infrastrutturali a partire dal tunnel del Brennero. [mda]




