Due bagnini sono a processo, davanti al giudice di pace di Bressanone, per lesioni colpose. L’udienza, in programma oggi a Bolzano, è stata rinviata a causa dello sciopero nazionale degli avvocati. I fatti si riferiscono al 7 giugno del 2014 quando un ragazzino di 12 anni venne salvato in extremis dalla vasca olimpionica esterna dell’Acquarena, che proprio quel giorno apriva i battenti per la stagione estiva. Ad accorgersi che sul fondo della vasca c’era un corpo esanime fu una ragazzina minorenne, che allertò il bagnino, presente a bordo vasca. Il bagnino recuperò a quel punto il ragazzino, riportandolo a galla: il ragazzino, che sarebbe rimasto sott’acqua alcuni minuti, non riprese però mai più conoscenza e da quel momento è in coma. Viene accudito dai genitori, una coppia di origine straniera da molti anni residente in Alto Adige. A processo si trovano il bagnino, che quel giorno aveva l’incarico di sorvegliare la vasca olimpionica, ed il suo coordinatore, che secondo l’accusa non avrebbe gestito a dovere il servizio di salvataggio all’Acquarena. Nello stesso impianto, ma in una vasca interna, il 10 giugno 2006 morì annegato un bambino di otto anni.
BRESSANONE. IN COMA DOPO INCIDENTE IN PISCINA, A PROCESSO DUE BAGNINI
21 Novembre 2018
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