Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere tre operatori delle forze dell’ordine, Mauro Delmarco, responsabile trentino dell’omonima agenzia investigativa bolzanina ed un suo collaboratore, finiti stamani davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia dopo essere finiti agli arresti domiciliari con l’accusa, a vario titolo, di corruzione ed accesso abusivo ai sistemi informatici di servizio. Il loro avvocato difensore Federico Fava ha chiesto la revoca della misura cautelare perchè, secondo il legale, non sussiste il rischio di reiterazione del reato. Il giudice si è riservato ogni decisione fino a lunedì prossimo. Come si ricorderà, l’indagine dei carabinieri ha permesso di smantellare una rete di appartenenti alle forze dell’ordine nelle province di Bolzano, Foggia e Roma, che utilizzavano i database di lavoro per vendere informazioni ad agenzie investigative private. Agli arresti domiciliari sono finite 9 persone, gli operatori delle forze dell’ordine difesi dall’avvocato Fava sono la coppia di poliziotti, Peppino Spagnuolo e Rossana Romano e, su delega di un collega, anche il finanziere bolzanino Cristian Tessadri. I cinque hanno depositato una dichiarazione spontanea scritta. (fm)
Ascolta l’intervista all’avvocato Federico Fava



