“Abbiamo provato a contattare i colleghi svizzeri già ieri sera per capire quanto è accaduto, ma non parlano, la polizia ha blindato tutto, perché c’è un’indagine in corso”. A dirlo è il presidente del soccorso alpino (Cnsas) dell’Alto Adige, Giorgio Gajer, a proposito della tragedia accaduta ieri sulle Alpi svizzere, che a stamattina fa contare un bilancio di cinque morti, tutti italiani, tra cui tre bolzanini e la guida alpina locale, originaria di Como, più quattro feriti. “Avranno cercato sicuramente – prosegue a proposito delle vittime – di fare l’impossibile per farcela. Sicuramente erano persone preparate, erano del Cai di Bolzano” aggiunge sui tre altoatesini. “Ci si affida a una guida, perché conosce il posto ed è esperta e i bollettini meteorologici sono ormai precisi. Non so cosa sia capitato, bisogna attendere di saperlo da chi è intervenuto. Ho visto delle foto di momenti precedenti e c’era un sole bellissimo, ma anche altrove sappiamo che il tempo è cambiato in modo pesante. Anche un semplice sentiero con la nebbia, la neve o il ghiaccio può trasformarsi in tragedia. Quello è un tour classico, ma impegnativo, non è che chiunque possa affrontarlo. Avevano attrezzatura da scialpinismo, quindi non era una semplice escursione”. “Da qui – conclude – non si può dire se il cambiamento meteorologico fosse prevedibile o no, è un altro territorio, completamente diverso, ma se al rifugio li aspettavano, è chiaro che qualcosa d’imprevisto deve essere successo”
I tre bolzanini erano preparati. Li conoscevo bene, erano amici da tanto tempo e frequentavano il Cai da sempre”. Lo racconta Giovanni Dalponte, del Cai di Bolzano. Elisabetta Paolucci, 47 anni, “Betti faceva scialpinismo già col padre, che era con noi a partire dal 1975-’76: veniva quand’era piccolina. E anche la coppia, Marcello Alberti e Gabriella Bernardi, entrambi 53 anni, era a tutte le gite sociali. I due non ne mancavano una. Avevano fatto tutti i corsi di scialpinismo, quindi le conoscenze per affrontare questo tour le avevano”.
TRAGEDIA DI ZERMATT. TOUR CLASSICO MA IMPEGNATIVO. I TRE BOLZANINI ERANO PREPARATI

1 Maggio 2018
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