La liberta’ di pensiero e di critica politica non puo’ trascendere in espressioni di ingiuria o di disprezzo che leda il prestigio e l’ onore dello Stato, dei suoi emblemi e delle sue istituzioni, pure tutelati con valenza primaria. E’ quanto scrive la prima sezione penale della Corte di Cassazione che ha depositato le motivazioni della sentenza con cui e’ stata annullata la sentenza assolutoria di secondo grado disposta dalla corte d’ Appello di Bolzano nei confronti di Eva Klotz, Sven Knoll e Werner Thaler. Il processo a carico dei tre separatisti, dunque, si riapre. I tre sono accusati di vilipendio alla bandiera italiana, come emblema dello Stato, in relazione a numerosi manifesti fatti affiggere in tutto l’ Alto Adige sui quali veniva raffigurata una bandiera italiana, raffigurata come spazzatura e sudiciume, che veniva spazzata via da una scopa in saggina per far spazio ad una bandiera tirolese. Nessuna giustificazione , scrive la Corte di cassazione, puo’ essere concessa agli estremisti separatisti in nome del diritto alla critica politica quando in realta’ si rendono promotori di offese grossolane e brutali nei confronti dello Stato Italiano. Ricordiamo che i tre erano stati condannati in primo grado a tremila euro di multa ma assolti in appello. Ora il giudizio di secondo grado dovra’ essere ripetuto a Trento. (mda)
LA CORTE DI CASSAZIONE CANCELLA L’ ASSOLUZIONE DI EVA KLOTZ E SVEN KNOLL PER IL TRICOLORE VILIPESO
17 Gennaio 2018
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