80 ANNI FEDERMANAGER, QUERCIOLI “SERVE PIANO DA 10 MLD E FISCALITà PIù EQUA”

Foto: Italpress ©

ROMA (ITALPRESS) – “Chiediamo al Governo un Piano straordinario per managerializzare 20mila Pmi nei prossimi dieci anni, così da raddoppiare il numero di imprese italiane capaci di competere con successo nel mondo e di trainare tutte le filiere nazionali. Per farlo, serve un programma di politica industriale di 10 miliardi, 1 miliardo all’anno”. Figure manageriali innovative e qualificate potranno rappresentare infatti quegli agenti del cambiamento necessari per mantenere il nostro sistema industriale competitivo sui mercati internazionali. Questo l’appello di Valter Quercioli, presidente di Federmanager – la Federazione che rappresenta 180mila manager italiani delle aziende produttrici di beni e servizi – presentato durante l’Assemblea nazionale federale dal titolo “Orizzonti industriali – l’Italia che produce il futuro” tenutasi oggi a Roma presso l’Auditorium Conciliazione di Roma e dedicata alla celebrazione degli 80 anni di Federmanager.
All’evento sono intervenuti Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; Marina Calderone, Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali; Luca Ciriani, Ministro per i Rapporti con il Parlamento; Maurizio Leo, Viceministro dell’Economia e delle Finanze; Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Innovazione Tecnologica; Luigi Sbarra, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche per il Sud e il Cardinale Fabio Baggio, Direttore Generale del Centro di Alta Formazione Borgo Laudato Sì.
Al centro della Assemblea un qualificato dibattito sulla politica industriale del Paese, sul ruolo strategico del Mezzogiorno, sulla valorizzazione del dialogo tra generazioni e del merito, sulla inclusione sociale.
“Oggi – ha osservato Quercioli – è un 5% di imprese a mantenere l’Italia sui vertici mondiali d’eccellenza, a farsi conoscere in Europa e nel mondo, in tutte le principali filiere dell’economia globale. Se questo 5% è così forte, è chiara la direzione da seguire: investire nel prossimo 5%, cioè nelle prossime 20mila imprese da managerializzare”.
Per raggiungere questo obiettivo, spiega il presidente, serve un programma pluriennale di politica industriale, con orizzonti di crescita definiti e numeri concreti: “Il Paese deve porsi l’ambizione di uno sviluppo economicamente e socialmente sostenibile, puntando sul rafforzamento del suo motore industriale. E’ indispensabile garantire stabilità di investimenti, così da restituire fiducia al sistema produttivo in una fase segnata da incertezze e profondi mutamenti”.
Ma la precondizione per potenziare il Paese, e questa è una delle principali richieste che Federmanager avanza al Governo, è una fiscalità più equa, che valorizzi il merito e non penalizzi chi crea valore. La progressività fiscale è un principio giusto, lo afferma la nostra Costituzione e, prima ancora, l’etica sociale, ma non può trasformarsi in esponenzialità irragionevole. Quando una sparuta minoranza di contribuenti paga il 43% dell’Irpef, non siamo più in un sistema progressivo, ma in un sistema fortemente sbilanciato.
“Comprendiamo che la “coperta sia corta” – spiega Quercioli – ma non possono restare scoperti sempre gli stessi. Serve una lotta seria all’evasione e all’elusione, e serve anche premiare la fedeltà fiscale. Chi lavora, chi produce, chi paga le tasse non chiede privilegi: chiede rispetto. Il Ddl Bilancio 2026 mostra i primi tenui passi nella direzione da noi auspicata. Lo riconosciamo al Governo e di questo lo ringraziamo, ma è necessario fare molto di più”.
“Celebriamo oggi 80 anni di storia, che hanno creato una delle industrie migliori della nostra economia e che ci consente di essere la seconda potenza europea a livello manifatturiero. Siamo un’industria rinnovata, moderna e magazziniera. Abbiamo una quota di imprese troppo bassa: attualmente siamo al 5%. Investendo 10 miliardi di dieci anni e raggiungendo una quota di imprese pari al 10% sarebbe una visione di politica industriale ed economica che potrebbe dare svolta al futuro paese”, sottolinea Mario Cardoni, Direttore generale di Federmanager.
Alla luce del quadro attuale, Federmanager chiede inoltre al Governo di agire su tre aree prioritarie, a partire dalla prossima Legge di Bilancio 2026: rafforzare i pilastri della previdenza complementare e sanità integrativa innalzando i limiti di deducibilità fiscale dei contributi previdenziali e sanitari; misure fiscali per il welfare aziendale; restituzione del prelievo forzoso ai Fondi interprofessionali di formazione continua. E ancora, in tema di pensioni e previdenza, Federmanager chiede che sia riconosciuta una perequazione equa senza penalizzazioni per il management in pensione e una chiara separazione contabile tra previdenza e assistenza.
L’evento organizzato per gli 80 anni di Federmanager non ha rappresentato solo l’occasione per fare il punto del settore ma anche per celebrare le eccellenze industriali che rendono grande il Made in Italy nel mondo. E’ stata inaugurata una mostra tematica, realizzata con il contributo di 25 tra le principali aziende italiane, proprio per valorizzare il ruolo della managerialità e dell’industria nello sviluppo del Paese. Protagoniste della mostra, oltre alla storia di Federmanager, sono Ansaldo Energia, Argotec, Autostrade per l’Italia, Baker Hughes, Cellnex, Chiesi Farmaceutici, Dallara, De Cecco, Enel, Eni, Ferrari Trento, Ferrari, Ferrero, Fincantieri, illycaffè, Lazzaroni, Leonardo, MAIRE, Menarini Group, Piquadro, Pirelli, Rai, Stellantis, Thales Alenia Space e TIM. L’esposizione vuole valorizzare il contributo congiunto della dirigenza e delle imprese allo sviluppo del Made in Italy, alla competitività internazionale e alla trasformazione del sistema produttivo nazionale.

– foto ufficio stampa Federmanager –
(ITALPRESS).

30 Ottobre 2025


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