E’ iniziato in tribunale a Bolzano il processo anti doping contro i medici della Fidal , la federazione di atletica leggera, Giuseppe Fischetto e Pierluigi Fiorella. entrambi sono stati coinvolti nella vicenda di Alex Schwazer, il marciatore azzurro bloccato per doping alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Fischetto e’ a giudizio in qualita’ di rsponsabile sanitario della federazione italiana di atletica leggera nonche’ componente della commissione medica e antidoping della federazione internazionale di atletica leggera. Pierluigi Fiorella, l’ unico degli imputati presente in aula, e’ sotto processo in qualita’ di rsponsabile medico per i settori mezzofondo, fondo, maratona e marcia. Assieme a loro e’ sul banco degli imputati anche Rita Bottiglieri, dirigente dell’ area tecnica della federazione. Tutti e tre devono rispondee di favoreggiamento nei confronti di Alex Schwazer. Secondo la Procura avrebbero saputo che Schwazer aveva deciso di far ricorso al doping in previsione delle Olimpiadi di Londra e non sarbbero intervenuti.Schwazer, che ha gia’ patteggiato una pena a otto mesi di reclusione e 6 mila euro di multa, ha dimostrato in aula di aver voltato pagina e di essere piu’ che mai impegnato a fare chiarezza sull ‘ uso di sostanze dopanti in alcuni settori sportivi. nella sua prima deposizione in aula, durata poco meno di due ore, ha confermato in pieno quanto gia’ raccontato in fase istruttoria al pubblico ministero e cioe’ di aver confessato nel maggio ddl 2012 a Fiorella di aver deciso di far uso di sostanze proibite per tentare di essere piu’ competitivo alle Olimpiadi. “Non volevo vincere facile – ha detto al giudice – volevo partire alla pari di altri atleti, come i russi, che non facevano mistero di doparsi. Insomma della Scelta di Schwazer in molti sarebbero stati al corrente in federazione e nessuno sarebbe intervenuto. Sullo scandalo defli atleti russi dopati, emerso nelle ultime settimane, Schwazer a margine del processo ha detto di non essere rimasto sorpreso e ha parkato di doping di Stato. sono troppi gli atleti russi coinvolti per pensare ad iniziative personali dei singoli atleti. ma ha sottolineato con amarezza che mentre in Italia lui non e’ ancora certo di poter partecipare alle prossime olimpiadi nonostante la sua confessione e la sua collaborazione a fare chiarezza, per i russi – dopo pochi mesi – si parla gia’ di possibile riammissione alle gare