MORTE DI ADAN, NON CI FU OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO

ADAN

Il giudice per le indagini preliminari Emilio Schönsberg ha emesso un’ordinanza di archiviazione nei confronti di un dipendente altoatesino che era stato indagato per omissione d’atti d’ufficio. I fatti si riferivano alla mancata accoglienza di Adan Hussein, il tredicenne curdo-iracheno malato di distrofia muscolare che morì all’ospedale di Bolzano il 7 ottobre 2017 per un’embolia polmonare gassosa come conseguenza di una doppia frattura alle gambe. Secondo il giudice non si verificò dunque il reato di omissione d’atti d’ufficio (per la mancata accoglienza della famiglia di Adan in strutture ufficiali), per assenza di dolo, in quanto l’indagato era convinto di agire correttamente applicando la circolare Critelli, che pure differiva dalla normativa nazionale. La Procura aveva chiesto l’archiviazione, alla quale si era opposta la famiglia di Adan, tramite i suoi avvocati, ma ora il gip ha respinto questa richiesta e disposto l’archiviazione. [fm]

8 ottobre 2019


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