FELTRI SPARA SUGLI ITALIANI DELL’ALTO ADIGE E APPOGGIA LA VOGLIA DI SECESSIONE DELLA DESTRA SUDTIROLESE E FILO AUSTRIACA

Vittorio Feltri alla presentazione del libro di Gennaro Sangiuliano "Putin. Vita di uno Zar", Milano, 21 dicembre 2015.  ANSA/MOURAD BALTI

La comunità italiana dell’Alto Adige è finita nelle ultime ore nel mirino del direttore del quotidiano “Libero” Vittorio Feltri (nella foto Ansa) che si è allineato alle posizioni più oltranziste della destra sudtirolese che sogna la secessione e che vede nella doppia cittadinanza un passo di avvicinamento a questo obiettivo. “L’Alto Adige merita di tornare a casa. Ci è stato regalato nel 1919” scrive oggi il quotidiano diretto da Vittorio Feltri che ieri in un editoriale in risposta all’ambasciatore italiano in Austria ha scritto che “ Bolzano ha diritto a scappare”. Nell’editoriale Feltri boccia addirittura il termine Alto Adige e promuove la denominazione Sud Tirolo, dimentica completamente i benefici portati da un’autonomia tra le più ampie al mondo e parla di disastro creato dai nostri governanti in queste terre. Il direttore Feltri, che al termine dell’articolo rivela che chiederebbe volentieri – se potesse – la cittadinanza austriaca, si dimentica completamente del destino dei 100 mila italiani presenti in Alto Adige in caso di riannessione del Sud Tirolo all’Austria. Durissime le reazioni negli ambienti italiani di centrodestra che costituiscono la platea politica naturale a cui si rivolge il quotidiano Libero.

Ascolta l’intervista ad Alessandro Urzì


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24 settembre 2018


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